MAXIMA TORTURA Il disco che ora andiamo ad analizzare è un lavoro che è uscito da pochissimo, si tratta del nuovo dei LACERATER, gruppo death metal molto promettente che confeziona un MCD davvero interessante, 4 tracce di un interessantissimo death metal a metà strada tra la scuola Floridiana e quella Newyorkese, mettendo qua e la quel qualcosa di europeo che accresce ulteriomente il valore aggiunto delle potenzialità del gruppo. Andando con ordine, la parte grafica è decisamente sopra la norma, ottimi giochi di colore ed una concettualità di fondo tanto semplice quanto universale, mantenendo nella sua profondità uno scenario decisamente death metal pur scrollandosi di dosso certi stereotipi che non hanno più alcun senso, anzi delle due hanno decisamente fatto il loro tempo. Arrivando poi al discorso musicale, inizio subto con il ribadire che la registrazione è ottima, un gran bel prodotto, registrato in maniera professionale e molto europeo, con suoni sui medio alti, davvero azzeccata. Dicevo si parte con O.S.S.A. un pezzo molto tritta budella, sembra quasi un pezzo partorito dai Vader, quindi ritmiche al limite, con frammezzi che stimolano il pogo, gran pezzo, si passa poi a ‘NATO MORTO’ una song che trae a piene mani dal death metal americano, diciamo con sonorità che si snodano da parti tipicamente Suffocation styles passando a parti sullo stile di Dying Fetus, forse la pecca sta nel fatto che si cerca un pò troppo di avvicinarsi ai canoni stilistici dei Cannibal Corpse e in questo caso non è azzaccatissimo, direi sia più un serio limite. Arriviamo così a parlare del pezzo WH22 che secondo me è uno dei pezzi più riusciti con stop’n’go allucinanti, rallentamenti ed accellerazioni improvvise, molto sulla scuola polacca VADER e YATHERING per intenderci. OTTIMO. Il lavoro si conclude con ‘L’ODORE DEL SANGUE’ dove si prosegue sulla via maestra riuscendo a fondere definitvamente e con gusto accelerazione violenza con stop’n’go che danno una dinamicità davvero considerevole, senza ombra di dubbio è il pezzo migliore del disco. Direi che nel complesso si tratta di un’ottimo lavoro, ben suonato e ben registrato, per certi versi molto coraggioso, anche perchè è interamente cantato in italiano. Ma nonostante ciò ci sono da migliorare alcuni punti, in primis eliminare in toto questa voglia di assomigliare a gruppi canonici del genere a volte si percepiscono delle forzature nei pezzi che fan perdere in naturalità (cosa assente negli ultimi 2 che stranamente sono quelli che spaccano di più!) e poi la metrica della voce andrebbe migliorata ulteriormente. Il resto va a gonfie vele! OTTIMO GRUPPO ED OTTIMO LAVORO! COMPLIMENTONI! By Nicola Corrias MARK: / |