NEGATRON [English Version of this review on ROCKMETALBANDS] Risorti dalle ceneri dei deathsters Lacerated e con una formazione in parte modificata, il quintetto dell’Italia centrale torna sulle scene con un EP molto più professionale graficamente, musicalmente e per quanto riguarda la registrazione (e come stupirsi se sono andati ai Fear studios?). Le quattro tracce nuove di zecca segnano un deciso progresso rispetto al decente ma caotico precedente EP, coi bolognesi che hanno costruito negli anni uno stile più personale negli anni, salvo “Nato Morto”, contenete alcuni riffs alla Cannibal Corpse e “L’Odore Del Sangue”, che include alcuni drum patterns simili agli onnipotenti Deeds Of Flesh. L’elevata musicalità si riscontra ad esempio nell’opener “O.S.S.A.”, che sfoggia il miglior assolo dell’album e un paio di riffs raggrumati. In aggiunta va citata la performance del nuovo singer del nuovo singer, abbastanza intelligibile se si hanno i testi davanti, ma soprattutto per merito della sua efficace e lacerante voce, che spazia dal demoniaco alla Deicide/Infestdead, a vocals gutturali e a tutte le possibilità intermedie, di fatto migliore del suo predecessore. In questo album che cola sangue dappertutto non v’è nemmeno un cenno di black metal e potete scommettere che non troverete un secondo di metal melodico, fatto insolito oggigiorno, tuttavia logico e giustificato allo stesso tempo, in quanto ogni composizione ha a che fare col tema della morte e della cronaca nera (i Lacerater sono i primi a toccare l’argomento del mostro di Firenze in ambito metal). Rincuorato che l’Italia abbia trovato cinque cavalieri dell’Apocalisse che sanno confrontarsi alla pari con la concorrenza estera, mi godo “Nessun Urlo Nell’Ombra”, un tremendo bagno di sangue imbottito di contorti e brutali riffs, ma anche strutture catchy. Bologna ha trovato gli eredi di Electrocution e Hybris? Credo proprio di sì. By Marco Ganzerli MARK: 9/10 |