SHAPELESS ZINE I Lacerater nascono a Bologna nel 2002. Dopo diversi cambi la loro line up si stabilizza con Antonio alla voce, Marco al basso, Marco e Stefano alle chitarre e Riccardo alla batteria. Dopo due demo, nel 2007 i nostri incidono questo "Nessun Urlo Nell'Ombra" nei Fear Studio. La proposta dei nostri è, come si deduce dal nome e dalla copertina, un brutal death metal dalle forti tinte hardcore, con testi in italiano che traggono ispirazione da alcune delle pagine più oscure e dolorose della storia d'Italia. I nomi di riferimento possono essere Suffocation e Dying Fetus (ma meno tecnici e più diretti) con una forte dose di Napalm Death e Brutal Truth. E con "Ossa" si aprono le danze: pezzo molto diretto e dalla forte attitudine hardcore, soprattutto nella cantata e nell'incisivo ritornello "il corpo soffre, muore, deteriora". Forse il pezzo più 'core' del lotto. La successiva "Nato Morto" invece si sposta su territori più classicamente death metal, e anche se la cantata continua su binari più core dal riffing si iniziano a sentire influenze del death metal americano quale Deicide e Malevolent Creation. Il pezzo è indubbiamente più vario del precedente. Si passa a "WH22", il pezzo più corto del disco, in cui si fa sentire un certo death-metalcore moderno, All Shall Perish e Aborted su tutti, senza però mai calare in inutili parti groovy tutte uguali che hanno inflazionato il genere. La conclusiva "(L'Odore Del) Sangue" parte con un riff che mi ha ricordato non poco gli ultimi Suffocation, e rimane su quei binari, seppur con un impatto più diretto e meno tecnico. Alla fin fine, anche se il livello tecnico è ottimo, è quasi sempre l'impatto frontale a far da padrone, con il numero giusto di riff a canzone e lunghezza media sui tre minuti. E poi è da lodare l'ottima scorrevolezza dei pezzi, che non si perdono mai in parti riempitive o comunque meno tirate: pur presentando un ottimo groove non calano mai di intensità e di tiro. Da un punto di vista della registrazione trovo che il tutto sia un po' impastato, manca un po' di incisività sia alle chitarre che alla batteria, rendendo tutto un po' confuso, a eccezione del basso che invece svetta bene. Anche la voce a mio avviso non è registrata come dovrebbe: li ho sentiti dal vivo due volte e mi sono reso conto delle potenzialità di Antonio, ma questo demo non gli rende giustizia, in quanto risente dello stesso difetto delle chitarre e batteria, cioè di mancare di incisività. Ottima invece la presentazione, con CD audio in confezione slim e libretto comprensivo di testi. In definitiva siamo al cospetto di un gruppo dalle buone potenzialità e dalla notevole maturazione da un punto di vista tecnico. Fossi in loro continuerei su questa scia perché la formula è vincente, e punterei a migliorare giusto la sound per renderla meno anonima e più incisiva. By Daniele DNR MARK: 7,5/10 |