THE MUSIC MADNESS Dato che quando suonarono all’aggabachela con gli Egomass me li sono persi, almeno ho il piacere di poter recensire il cd di questa validissima band brutal death metal di Bologna che ci vomita addosso 4 pezzi di bella e italianissima qualità. La band nacque nel 2002 ed ha all’attivo 2 precedenti demo, questo che andiamo ad analizzare suppongo sia il lavoro che meglio li rappresenta dato che è il primo con la formazione attuale. La traccia di apertura è “O.s.s.a.”, e ci fa capire a forza quello a cui andiamo incontro, un death metal di stampo americano condito di tutte quelle cose carine di cui c’è bisogno in questo genere: growl quasi interamente piacevolmente incomprensibile, blast beat, plettrate alternate affilate come rasoi, un adattissimo solo di chitarra in stile slayeriano e ultima ma non per importanza.. una bella e pura incazzatura. L’accostamento al grind è pressochè inevitabile dato anche dal fatto che i ragazzi bolognesi vomitano in italiano quello che hanno da dire e il mio pensiero è andato subito a “Misantropo..” dei Cripple Bastards. E questo per me, pur non capendo una parola se non si ha il testo di fronte, è un atto di coraggio che dimostra che è possibile scrivere e ruggire liriche, che per quel che riguardano i nostri variano dai temi legati alla morte a quelli legati al dolore, anche nella nostra lingua madre. Chiusa la parentesi testi proseguiamo con “Nato morto”, traccia aperta da un grosso riff di chitarra che prosegue con una bella sfuriata classicamente death alternata da qualche parte con influenze hardcore. Si prosegue con il pezzo che preferisco, “W.H. 22, forse per la linea che gia dall’inizio si presenta più moderna. Il pezzo parla chiaramente di uno dei duplici omicidi legati al mostro di Firenze, in quel di Scandicci. Il blast beat e le belle parti del batterista uniti alla fase ritmica del basso assieme ai riff dei 2 chitarristi della band anche qua si fanno sentire con efficacia e il growl del cantante si alterna a qualche piccola parte scream. Il lotto si chiude con “(l'odore del) Sangue”, e noto che nel testo ricorre il numero 7 come nella canzone precedente. In questo caso vengono meno le infuenze hc, per far subentrare qualche passaggio che può ricordare il thrash, condito sempre da una base di death classico che per fare qualche nome può ricordare i Deicide piuttosto che i Cannibal Corpse.. Il songwriting dei Lacerater è sicuramente (e direi anche giustamente) monotematico, ma non per questo ripetitivo o noioso, anzi ogni canzone ha un suo bel perché e ha caratteristiche e idee che non lasceranno scontenti i fans del brutal death metal di italianissimo valore. Una nota positiva è inoltre la registrazione chiara ed equilibrata dei bolognesi, che mantengono sempre costante una bella pulizia che non sempre, per quanto riguardo questo genere musicale, è da dare per scontata nei lavori in studio. Spero di riavere l’opportunità di vedere in side live i Lacerater e di poter ascoltare presto un bel full lenght. By Copofrago MARK: / |